Archive for novembre 2007

La facoltà di Scienze Politiche di Perugia terrà, venerdì 30 novembre, un seminario dal titolo “Istituzioni e Politica in Second Life”.

Qui c’è il programma ma non ho capito se il seminario è anche in diretta su SL (visto che di quello si parla) dal momento che non si fa nessun rimando in tal senso. Eppure proprio il Centro Linguistico di Ateneo (CLA) di Perugia ha aperto un laboratorio linguistico su SL.

Sarebbe interessante capire cosa dicono alcuni studiosi di diritto, di sociologia e di antropologia sugli spazi che l’amministrazione pubblica, i partiti, ecc… stanno e/o possono occupare nel mondo virtuale.

Se la campagna per le presidenziali francese, le primarie del nostrano PD e quella americana hanno visto un aumento dell’interesse per questo mondo è giusto continuare a immaginare come e quando in questi spazi possano svilupparsi anche servizi utili al cittadino.

Le lezioni di Antonio Sofi, politica e web, all’UnAcademy si stanno concludendo, anzi ne resta una sola giovedì prossimo, e siccome le ho seguite attentamente (tranne forse la prima) volevo lasciare qui un piccolissimo e misero contributo alla discussione che parte dalla comprensione che lo scenario è talmente ampio da non poter essere compresso con nessun algoritmo conosciuto.  Diciamo che necessariamente il tutto si è dovuto “impantanare” (nel senso che ha preso oltre la metà dello spazio) su grillo, la grillite e il grillismo, compresi i meetup (di cui si dovrà ancora parlare proprio giovedì 28).

Valentina ha analizzato il blog di Grillo cercando di intravedere la relazione “sinergica” (o energica) tra i post e i commenti. La metafora calzante al blog di Grillo, condivisa sin dall’inizio dalla maggioranza dei partecipanti, è stata individuata proprio lì nel suo stesso “mestiere”: il modello teatrale. Uno spettacolo dove il monologhista (blogger) parla o recita (post) e il pubblico (commentatori) genera rumore con applausi (consensi), fischi (dissensi), risate (compiacenza); in realtà proprio con ciò per cui campa lo spettacolo, il suo feedback vitale. Ecco perché alla maggior parte dei blogger fa strano parlare di Grillo perché il suo prodotto-blog non rientra appieno in questa categoria (com’è intesa nella rete e per la rete) ma è qualcosa di diverso nel senso che utilizza il mezzo con fini predeterminati valorizzando quel mezzo così come un attore può valorizzare le tavole del palcoscenico (qui la metafora calza di meno perché Grillo recita sempre stando nel pubblico), o come un negoziante vende la sua mercanzia o come una testata giornalistica vende le sue informazioni. Insomma Grillo “usa” un prodotto, preconfezionatogli da qualcuno e di cui ha ben compreso, fin dall’inizio, le potenzialità comunicative – alternative alla TV.

Non dimentichiamo che Grillo è un comico nato in televisione e per la televisione che sceglie il teatro (prima alternativa) perché “cacciato” dalla televisione ma che non potendosi abituare a rimanere monco di quel grande contenitore-megafono, nella sua ricerca, intravede la rete (seconda alternativa). Giusto per inciso, Grillo capisce qual è il suo filone (quello che gli porterà più pubblico) già dopo il successo di “Te la do io l’America” e siamo nel 1981. Da allora ha affinato meglio i suoi mezzi, gioca molto bene sulle pause e soprattutto cura con più dovizia gli argomenti e le tematiche, probabilmente con uno suo staff redazionale più professionale, ma l’impianto resta quello: l’affabulazione pasoliniana abbassata di livello.

Dunque Grillo è un utilizzatore della rete per replica e amplificazione dei suoi spettacoli (intendendo con ciò, in positivo, tutte le problematiche sociali e politiche  che egli affronta) e il fatto di aver provato a mettere su una community era quasi naturale vista la marea continua di persone che da anni riempie i suoi spettacoli e che affolla il suo blog. La prova che questa pratica sia l’unica ad interessarlo è data proprio dalla “pratica” dei commenti ai suoi post (certamente materia per sociologi) che vengono “marketinghizzati” con sistemi di autoreferenza (il voto al miglior commento) e, come dice Sofi, spesso sono quei commenti, off topic o meno, che si sviluppano come batteri all’interno di un ambiente “diverso” vivendo poi di vita propria.

Sempre come inciso (il secondo), ho provato anche a visitare il blog di Luttazzi e lì il commento è inesistente.

Resta il fatto che Grillo è personaggio prima del blog e resta personaggio con il blog e dopo il blog. Lui ci guadagna in visibilità e tutto il resto ma sicuramente, però proprio quest’anno ci ha guadagnato anche la rete. La visibilità dei blog è generalmente aumentata sia per i grandi che per i piccoli blogger (quelli popolosi del diario personale). Sono tanti coloro i quali si sono incuriositi della natura di questi mezzi di comunicazione e sicuramente una buona parte di essi hanno considerato le opportunità comunicative e relazionali della rete.

Ha ragione Valentina quando afferma con forza che se “il valore della rete” è che ciò che diciamo rimane entro i suoi confini, “allora questo valore è nullo”.

Per quanto riguarda i MeetUp aggiungo solo questo: ho ricevuto questa e-mail di indagine conoscitiva del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Ancona che si interessa al tema della “partecipazione politica dal basso e della democrazia diretta a base web”. Come dire, la carne è appena sulla brace.

A giovedì !

Volevo segnalarvi con buon anticipo questo eccezionale concerto del

 PASQUALE MEGA ENSEMBLE
Pasquale Mega – pianoforte e direzione
Javier Girotto – sax soprano e baritono
Marco Tamburini – tromba e flicorno
Camillo Pace – contrabbasso
Antonio Dambrosio – batteria

 

Sabato 24 Novembre

presso l’Auditorium Comunale di Piazza del Sedile

alle ore 21

10 Punti X la rete

 

Leggo in ritardo (colpa di Feedreader) il post su Dietro le quinte che lancia una proposta “pratica” per sollevare la rete “dall’ignoranza di politici e amministratori” (quelli che sono orgogliosi “di non conoscere nulla di rete“).

 La proposta si articola su 10 punti che il governo (attuale, prossimo e futuro) dovrebbe tenere in conto per migliorare la rete in Italia.

A parte il progetto originale di per se interessante, la proposta acquisisce un valore aggiunto e integrantivo con il contributo non solo degli “amici” ma di tutti i blogger interessati all’idea di base. L’obiettivo resta quello di raggiungere le 10 idee più importanti. Dopodiché, secondo l’autore, si dovranno fissare degli incontri con tutti i politici e i media (da Rifondazione ad Alleanza Nazionale, da Forza Italia ai Democratici, dal Corriere a Repubblica, dal QN a GQ), ma (dico io) in un secondo momento dopo che il programma sia stabilmente definitivo.

 Ecco i dieci punti proposti da Roberto Chibbaro:

 1. Net Neutrality: la rete deve essere libera e accessibile a tutti alle stesse condizioni.

 2. Riduzione del digital divide fisico (connessioni a banda larga) con incentivi, supporto a wimax, adsl per tutti a prezzi certi.

 3. Riduzione del digital divide culturale (corsi in tutte le scuole per insegnare internet con programmi certi).

 4. Libertà di espressione per la rete.

 5. Copertura wifi della città.

 6. Incentivi a chi investe in progetti internet, tecnologici, innovativi nel settore.

 7. Semplificazione e defiscalizzazione per le startup di settore (3 anni).

 8. Possibilità di ottenere tutti i servizi della P.A. anche via internet.

 9. Contributo economico per acquisto pc/mac portatile con wifi per tutti.

 10. Corso obbligatorio su Internet e i nuovi media per tutti gli eletti a cariche politiche di ogni ordine e grado.

 Chibarro poi dice che l’obiettivo è “evangelizzare i politici su internet” e inconsapevolmente tenta una separazione culturale-religiosa (per fare questo bisogna credere fermamente nel Vangelo ed essere cristiani) che non mi appartiene, ma a me piace comunque l’idea di garantire un futuro migliore alla rete e quindi diffondo “il verbo”. :-D

 Si collabora trascrivendo le proprie idee sintetizzandole in punti, invitando gli altri a partecipare, inviando una mail a Chibbaro, linkando l’articolo originale, o semplicemente approvando l’iniziativa.

 Ecco il mio modesto apporto che tiene conto soltanto di tre cose prese a riferimento nella mia riflessione: a) appartenere alla Pubblica Amministrazione; b) vivere in Lucania; c) essere un utilizzatore della rete.

 Il mio metodo qui è quello di ribadire i 10 punti che condivido con un breve commento che possa essere utile, eventualmente, a sviluppare qualche discussione.

 1. Net Neutrality. Qui c’è da sottolineare di quale rete parliamo visto che una larga maggioranza di comuni (ad esempio lucani) non sono coperti dalla rete ADSL, con la Telecom che si è sempre rifiutata di aggiornare le vecchie centrali laddove il bacino di utenza era troppo basso e con una Regione (la Basilicata già promotrice di ben due progetti denominati – che poi citerò nel punto 9) che fa poco, o niente, per dotare questi piccoli centri della rete idonea.

 2. Riduzione del digital divide fisico (connessioni a banda larga) con incentivi, supporto a wimax, adsl per tutti a prezzi certi.
E’ ovvio, per tutto quanto detto al punto 1, ma più che di riduzione parlerei di abbattimento.

 3. Riduzione del digital divide culturale (corsi in tutte le scuole per insegnare internet con programmi certi).
Nella scuola andrebbe creato uno spazio “apposito” per internet, annullando quelle inutili ore esistenti che operano una finta “alfabetizzazione informatica” resa ancora più vana dagli insegnanti che fanno altro sia per mestiere che per passione. (Vi lascio l’esperienza di mio figlio il quale pur frequentando una scuola in un corso denominato “informatico” oltre a fare i conti con insegnanti “diciamo” poco adeguati non usufruisce neanche di una connessione a larga banda.)

4. Libertà di espressione per la rete.

E qui c’è proprio poco da aggiungere.

5. Copertura wifi della città

Anche Wi-Max (il comune di Potenza ha fatto un timido tentativo) ma il problema resta tutto in piedi e per le piccole comunità è un vero sogno.

 6. Incentivi a chi investe in progetti internet, tecnologici, innovativi nel settore
Personalmente ho qualche dubbio sulla filosofia che sostiene la politica degli incentivi poiché raramente favorisce chi è armato di buone intenzioni ma spesso approvvigiona aziende a cui serve una boccata d’ossigeno o qualche scaltro (e ammanigliato) soggetto che vive facendo incetta di finanziamenti “a fondo perduto” ma nel senso che si perde tutto anche l’idea iniziale oltre ai soldi.

 7. Semplificazione e defiscalizzazione per le startup di settore (3 anni)
Defiscalizzare è di fatto un incentivo e valgono le raccomandazioni e le attenzioni come per il punto 6.

 8. Possibilità di ottenere tutti i servizi della P.A. anche via internet.
Chi conosce bene la P.A. sa bene che questo sarebbe impossibile e a volte inutile. Ma basterebbe già rendere obiettivamente “praticabile” e funzionante il protocollo informatico inseparabilmente legato al’informatizzazione dei procedimenti amministrativi (che le PA hanno risolto con la semplice adozione di un software a supporto del cartaceo) per realizzare un concreto accesso ai documenti.

 9. Contributo economico per acquisto pc/mac portatile con wifi per tutti.
Si, e come annunciavo prima, si inserisce e affianca iniziative come quella della Regione Basilicata che in passato ha realizzato due iniziative, cofinanziate dalla UE con fondi POR, denominate “Computer in ogni casa” (dotando un gran numero di lucani -dicono circa il 27% della popolazione- di un PC con questa configurazione minima), del tutto similari a quelle governative “Pc ai giovani“, “Pc alle famiglie” e “Pc ai dipendenti pubblici, ecc… con l’unico handicap che almeno per la metà sarebbe da rifare se si tiene conto che sono iniziate nel 2001/2002 e che quindi hanno perso completamente la loro efficacia tecnologica.

 10. Corso obbligatorio su Internet e i nuovi media per tutti gli eletti a cariche politiche di ogni ordine e grado.
Cos’è una patente ? Credo che un politico debba averla ma di altro tipo e di più alto livello. Ad ogni modo si potrebbe individuare una sinergia profonda fra chi è amministratore pubblico e l’università (lo si dovrebbe fare in generale e non solo per internet).

Ecco, mi sono limitato a lasciare intatti i 10 punti inserendo brevi riflessioni al solo scopo di sviluppare un dibattito concreto a cui credo fermamente.

I Giganti erano un gruppo beat italiano tra i primi che ho iniziato ad ascoltare e ad amare.
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avatar Benvenuti su questo blog. Qui mi occupo di cose "avariate", troverete alcuni temi portanti anche se il concetto di base resta sempre la "ciambotta". Buona lettura e se vi va buona scrittura. :)