Monica mi rimanda una “catena” rigirata da Giuseppe e ideata da Mario Gerosa a cui mi associo e rilancio con non poche difficoltà (trovarne altri 8 in SL per me non è assolutamente facile). Mi interessa il tutto un po’ per curiosità e un po’ per conoscere il mondo che mi sta intorno e anche per sapere qualcosa di “quelli” che vedo intorno a me in SL e del perché, soprattutto, abbiano quegli strani nomi e quei strani vestiti. (Sarà anche questa una "nuova percezione" del mondo metaforico ?)
Il mio compito, e di conseguenza anche il vostro, in questa catena consiste nel raccontare 8 cose di se stessi e nel rilanciare il tutto a 8 blogger che vivono anche in SL.
1) Second Life non è assolutamente il massimo dei 3D che ho conosciuto e quando ci sono entrato la prima volta mi sono mosso un po’ con circospezione affacciandomi piano piano agli angoli dei fabbricati prima di svoltare. Proprio come se stessi procedendo in uno di quei tanti FPS, gli “sparatutto” che ho frequentato in questi anni. Non avevo mai frequentato i MMORPG prima perché non mi andava di giocare in rete (al massimo mi son fatto qualche torneo di Backgammon), poi perché ero troppo lento nel comprendere le strategie e tutti i vari armamentari. Infatti mio figlio, che giocava da qualche anno a World of Warcraft, dopo una veloce occhiata mi ha spinto ad addentrarmi “per vedere com’è fatto”. Ma non ci ho messo molto a capire che nessuno ti spara o ti azzanna, neanche quello con uno strano aspetto da animale.
2) La mia primissima impressione, infatti, è stata quella di paragonare SL a un simulatore come il famosissimo SIMS. Proprio per questo non ho badato a leggere nessun tipo di istruzione ma ho cominciato a esplorare camminando e guardandomi intorno. Per un po’ ho cercato di capire come si costruiva qualcosa (la mia casa?) e come ci si procurava il lavoro (vedevo un mio indicatore di denaro a zero e della roba che costava qualcosa: ma come si fa a guadagnare qui ?). Girando e rigirando (“a vuoto”) ho capito molto presto che non avevo alcun bagaglio, né tecnico né culturale, per essere un attore di quei luoghi e che quindi il mio ruolo era quello dello spettatore.
3) La prima difficoltà concreta è stata quella di capire in che modo si esplora “questo” mondo: perché riuscivo a teletrasportarmi attraverso qualche cartello e invece volando nel vuoto scuro non si andava da nessuna parte ? Insomma quali erano i confini di questo mondo e dove trovavo la mappa o il mappamondo ?
4) In effetti proprio in relazione al movimento e alla libertà “condizionata” qualche cosa non quadrava: perché mai posso volare ? a cosa mi serve se non posso “transvolare” tra posti distanti tra loro e nemmeno su proprietà private ben delimitate ? Se tutto sommato le “land” sono abbastanza circoscritte per dimensione perché mai dovrei sorvolarle ? Cerco di capire qualcosa in più così come si fa in una città nuova, ci si guarda intorno e si chiedono informazioni a qualche passante. Ma figuriamoci se con il mio inglese potevo capire qualcosa; allora ho cercato qualche posto italiano e a Napoli (manco a farlo apposta) un tizio mi dice dove andare per guadagnare qualcosa.
5) Il mio impegno ulteriore in SL è stato quello di prendere un aspetto (quello del mio avatar) non molto lontano dalla (mia) realtà e in questo sono stato aiutato da mio figlio il quale “abbruttiva” sempre di più quella faccia più gentile che mi ero creato. Come fai a scoprire che non sei, quello che non riesci a vedere neanche quando ti guardi allo specchio ? Semplicemente perché qualcuno ti dice: “si adesso sei proprio tu”. Siamo in agosto e mentre mi interrogo sulla differenza tra “virtuale e reale” (non si arrabbi Granieri perché adesso ho un concetto assai diverso), complice l’estate e un po’ la noia di girare a vuoto abbandono poco dopo SL.
6) Riprendo SL nei primi di Novembre grazie a unAcademy, ed è proprio lì che capisco quale possa essere una mia (prima) posizione in questo spazio. Conosco qualche blogger, mi aggiungono e li aggiungo alla lista di amici, e poi, cosa per me straordinaria, riesco a seguire una conferenza e/o a discutere in voce (fatta eccezione per i limiti tecnici della piattaforma che mal sopporta l’affollamento) nella più totale assenza di distanze geografiche o anche soltanto logistiche. Ecco, mi dico, questa è sicuramente la “prima” grandezza di SL, o almeno quella che mi interessa frequentare di più.
7) In SL mi presento visivamente e descrittivamente come VitoCola (Ellils è invece un cognome regalatomi da SL) e tendo sempre ad essere individuato facilmente (anche nel mio profilo) cosa invece poco comune. Non vi nascondo che ho qualche difficoltà nel non riuscire a capire con chi sto parlando (se conosco o meno l’interlocutore, se ha un blog che seguo, ecc…) e se fosse per me renderei quasi obbligatorie tutte quelle informazioni utili ad andare al di là di qell’interfaccia grafica dell’utente che è l’avatar.
L’ultimo punto dovrebbe significare la conclusione delle questioni ma nel mio caso non può essere così perché ho appena iniziato a rendermi conto di cosa sia Second Life e di cosa possa essere capace io al suo interno. Posso solo ringraziare ancora una volta unAcademy e LucaniaLab per avermi fatto scoprire anche il gusto del viaggiare e scoprire posti nuovi. Un’esperienza che mi ha reso consapevole della “seconda” grandezza di SL: il suo essere “non-mondo”. SL è in assoluto non finito, non conoscibile, non trascrivibile, non mappabile e la sua “terza” grandezza sono le persone che dietro gli avatar vogliono solo girare, sostare, ridere, ballare, parlare, scrivere, discutere, organizzarsi, studiare…. Quello si è il mondo di SL conoscibile.
Ecco gli 8 blogger che invito (certamente saranno stati già invitati da qualcun altro ma, come dicevo all’inizio, la mia lista dei contatti in SL è abbastanza magra):
Papper Papp
Primo Sands
ShangriLa Pausch
Tilde Back
4exp Smit
Aysa Masala
Alesstar Imako
Rosa Waechter