Dopo aver letto un po’ di punti di vista più o meno aderenti a un concetto di politica partecipativa ho fatto un giro per allargare il mio orizzonte ottuso.
Seguendo il filo dei link ho dato uno sguardo veloce a WikiDemocracy, ancora più veloce al circolo pdobama (sulla cui intitolazione mi scappa la serendipity e cercherò di scrivere qualcosa, quando avrò più tempo, in un post successivo) e ancora meno a OpenPolis che conoscevo già. Ho fatto una visita a NetMonitor e ho seguito un po’ di ragionamenti: di Maistrello, di DeBiase, di iMille, e anche di ctruffi.
Insomma la confusione non è poi così grande, quanto meno non è il caos ciò che regna in quest’ambito ma le diverse finalità e/o i diversi interessi soggiacenti:
a) interesse interno: al centro il partito e il suo irradiarsi verso una serie di nodi come il proprio sistema-partito (struttura, organizzazione e i nuovi scenari politici), la comunicazione (informazione, partecipazione), il marketing (immagine, investimento, utilità e profitto) e la rappresentatività (relativa o assoluta);
b) interesse esterno (visione alta): al centro la società lato media e i gruppi di potere (informazione e controllo)
c) interesse esterno (visione bassa): al centro la società lato interessi generali/diffusi delle persone (cittadini, elettori, consumatori, clienti).
Ora, attraverso questa griglia, cerco di accomunare il mio interesse specifico a uno più generale e riesco a collocarmi facilmente in (c) (come cittadino, consumatore e forse elettore) e solo da questa prospettiva posso e so guardare il problema.
A cosa può essere interessato un “tizio” come me ? Per dirla con Granieri, a quale livello debbo interessarmi: a quello della comunicazione politica (a), a quello del commento politico (b), a quello delle forme di partecipazione (c) o a quello paradigmatico o di sistema (c)?
Come cittadino, non iscritto a un partito, non interessato ai meccanismi della “politica” per motivi professionali (scientifici, lavorativi, amministrativi o economici) dovrei collocarmi tra la terza e la quarta classe un po’ per necessità e un po’ per posizione. Ma se, seppure coinvolto da un meccanismo partitico, non fossi interessato alla partecipazione non mi resterebbe che l’ultima (c) della quarta classe.
Mi chiedo, adesso, posso discutere insieme a quelli di (a) e di (b) ? Non credo di aver esigenze in comune con loro. Allora dovrò trovare il mio canale (c) e se anche ritenessi di averlo trovato o addirittura di esserne già in possesso ovvero di utilizzarlo (un blog, un forum, etc…) chi mi ascolterebbe ? Chi è Il mio filtro, o cerniera (come si usava dire qualche anno fa) che renda accessibile il mio pensiero ?
Lasciatemi fare soltanto un inciso: mi è venuta la pelle d’oca quando ho letto la lettera aperta a Veltroni da parte di alcuni giovani del PD che, raccogliendo anche numerose firme, hanno implorato il proprio segretario di abbassare l’età dei candidati (come per Marianna Madia di 27 anni capolista nel Lazio) nella consapevolezza e convinzione che è «prerogativa di un leader politico indicare nelle liste compagne e compagni, o anche personalità estranee al partito, di sua fiducia, al fine di sostenere la propria linea politica.» (???)
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