Io l’ho conosciuta per la prima volta nel 1979/80, grazie a Brian Eno che probabilmente la consacrò come vera esponente del movimento “no wave” (quel concetto di anti-arte-d’elite, di anti-musica-autorale che poi, paradossalmente divenne sia autorale che d’elite).
La particolarità di Lydia Lunch era quella di colpire il pubblico mettendo a nudo le proprie nevrosi e ossessioni attraverso la provocazione sessuale (Madonna ne ha preso qualche spunto ma ovviamente unicamente a fini commerciali). Le sue “opere” non sono state neanche mai definite vere e proprie “canzoni”, ma racconti ossessivi del proprio nichilismo.
Se volete farvene un’idea ascoltate qualcosa o guardate qualche video sul suo sito.

Benvenuti su questo blog. Qui mi occupo di cose "avariate", troverete alcuni temi portanti anche se il concetto di base resta sempre la "ciambotta". Buona lettura e se vi va buona scrittura.
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