A tutti gli amici in dubbio se effettuare il “jailbreak” del loro iPhone ho risposto sempre nella stessa maniera:
1) non è un metodo sicuro, chiunque ne descrive i dettagli tecnici si tira fuori da qualsiasi responsabilità (che è una pratica che ancora non capisco, come si fa a consigliare un rimedio senza assumersi alcuna responsabilità?);
2) fa decadere la garanzia legale sul dispositivo che altrimenti ha la durata di due anni dalla data dell’acquisto (ricordate di conservare lo scontrino !).
Ma cos’è il “jailbreaking” ?
Letteralmente significa “rompere le catene”, dunque liberare il proprio iPhone dai blocchi imposti da Apple per poter installare applicazioni a piacimento anche quelle “non originali” e la Apple spiega in questo documento perchè non bisogna farlo.
Ovviamente non sono completamente d’accordo con le case costruttrici quando impongono legami che instaurano un nuovo tipo di proprietà. Personalmente preferirei essere l’unico e universale proprietario di un oggetto una volta acquistato, pagato e portato via, ma questo è un ragionamento che andrebbe sviluppato più ampiamente che adesso ci porterebbe lontano.
Quello che qui mi preme sottolineare e che va oltre i rimbrotti difensivi che in genere le software house mettono in campo per salvare il proprio guadagno (comprese le strategie di comunicazione di tipo allarmistico), è questo: fate quel che volete del vostro iPhone, è vostro e nessuno deve imporvi nulla. E’ vostro e potete spacchettarlo, liberarlo o anche lanciarlo dal decimo piano soltanto per vedere che effetto fa quanto si schianta al suolo; ricordatevi, però, che il jailbreaking vi invalida la garanzia, tutto qui.