Category: informazione

Tarcisio Bertone

Le informazioni distruttive si possono raccogliere, fabbricare o distorcere isolando un fatto vero dal suo contesto e manipolandolo con cura “, ed era quanto cercavo di dire qui e che oggi Giuseppe D’avanzo,  su “Repubblica”,  afferma con più chiarezza, ricostruendone oltre che un accurato retroscena anche “la scena del delitto”.  Su quella scena ci sono anche le impronte di Berlusconi e di Bertone.

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La signora Eva scrive al direttore de “il Giornale”, Vittorio Feltri: “ho letto nel suo fondo alcune considerazioni su Dino Boffo, il direttore di Avvenire che si dimise in seguito a una intricata vicenda di molestie. Devo dirle che mi sono sempre domandata perché una cosa così piccola sia diventata tanto grande al punto da procurare un fracasso mediatico superiore a quanto meritasse. Lei che ha acceso la miccia che ne dice a distanza di tre mesi?

Cos’era successo ? Dino Boffo, direttore di “Avvenire“, era stato condannato nel 2004 per molestie telefoniche a una ragazza di Terni e Gabriele Villa, a fine agosto, su “il Giornale”  elabora quella notizia così originale (in verità già pubblicata tempo prima da “Panorama”) con grande spreco di inchiostro.

Boffo è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione.

A tre mesi di distanza da quella notizia si aprono i fascicoli giudiziari e si scopre che Boffo “non risulta implicato in vicende omosessuali, tanto meno si parla di omosessuale attenzionato“.
Feltri rispondere allora alla “gentile signora” che intanto il gioco l’aveva iniziato “Panorama” (“sia pure con scarsa evidenza”), che si era in clima “di fuochi d’artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi” e che anche “l’Avvenire” diretto da Boffo, solitamente “pacato e riflessivo, cedette alla tentazione di lanciare un paio di petardi” insieme a quelli di “Repubblica”.

E allora di fronte alla ghiotta occasione di sistemare qualche conto perchè non mettere in croce il povero Boffo?

Ma invece di scusarsi per aver dato corpo e sostanza a una “bufala”, Feltri accusa ancora Boffo che in piena baraonda ha preferito  “segretare il fascicolo” invece di renderlo pubblico, impedendo “di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagattella e non di uno scandalo“.

Quindi, qual è la conclusione di questa vicenda ?

Capire cos’è più importante nel “dare le notizie”: avere un obiettivo preciso da colpire, cercare un qualsiasi fatto che appesantisca la carica e colpire fino in fondo.

Ma se poi viene fuori che le cose non stanno proprio così ?  Pazienza, mica stiamo qua a verificare le notizie !

Questo è Filtr e questo è il logo (definitivo) che lo distingue.
Che cosa è Filtr ? Alla domanda che mi hanno posto un po’ di amici ho risposto quasi meccanicamente “è una strada a metà strada” dopodichè inserisci un “tra…”  e al posto dei puntini sopsensivi mettici quel che ti viene in mente come metafora e metonimia di social network, contenuti in rete, giornale on line, laboratorio, esperimento, eccetera, eccetera.
L’idea è nata nella testa vulcanica di Giuseppe Granieri e qualche ragione la trovate qui.
Alla base di tutto c’è la scommessa di fare informazione attraverso “i punti terminali della rete”:  attraverso le persone che la abilitano e che filtrano continuamente notizie (a 360 gradi) da tutto ciò che sta in rete e/o che viene prodotto in rete.
Dunque alla base di tutto c’è la “tua” collaborazione e se vuoi un’idea sul come farlo dai uno sguardo a questo e poi dacci una mano.

A tutti gli amici in dubbio se effettuare il “jailbreak” del loro iPhone ho risposto sempre nella stessa maniera:

1) non è un metodo sicuro, chiunque ne descrive i dettagli tecnici si tira fuori da qualsiasi responsabilità (che è una pratica che ancora non capisco, come si fa a consigliare un rimedio senza assumersi alcuna responsabilità?);

2) fa decadere la garanzia legale sul dispositivo che altrimenti ha la durata di due anni dalla data dell’acquisto (ricordate di conservare lo scontrino !).

Ma cos’è il  “jailbreaking” ?

Letteralmente significa  “rompere le catene”, dunque liberare il proprio iPhone dai blocchi imposti da Apple per poter installare applicazioni a piacimento anche quelle “non  originali” e la Apple spiega in questo documento perchè non bisogna farlo.

Ovviamente non sono completamente d’accordo con le case costruttrici quando impongono legami che instaurano un nuovo tipo di proprietà. Personalmente preferirei essere l’unico e universale proprietario di un oggetto una volta acquistato, pagato e portato via, ma questo è un ragionamento che andrebbe sviluppato più ampiamente che adesso ci porterebbe lontano.

Quello che qui mi preme sottolineare e che va oltre i rimbrotti difensivi che in genere le software house mettono in campo per  salvare il proprio guadagno (comprese le strategie di comunicazione di tipo allarmistico), è questo: fate quel che volete del vostro iPhone, è vostro e nessuno deve imporvi nulla. E’ vostro e potete spacchettarlo, liberarlo o anche lanciarlo dal decimo piano soltanto per vedere che effetto fa quanto si schianta al suolo; ricordatevi, però,  che il jailbreaking vi invalida la garanzia, tutto qui.

avatar Benvenuti su questo blog. Qui mi occupo di cose "avariate", troverete alcuni temi portanti anche se il concetto di base resta sempre la "ciambotta". Buona lettura e se vi va buona scrittura. :)