Category: territorio

Un po’ perchè ero presente a quel convegno organizzato a Matera dall’APT e un po’ perchè partecipai a “L’esperienza del territorio in Second Life
condotta da  Giovanni Boccia Artieri, Laura Gemini, Valentina Orsucci, che accolgo con grande piacere la pubblicazione degli atti a cui parteciparono:   Derrick de Kerckhove, Bruce Sterling, Giuseppe Granieri, Mauro Lupi, Sergio Maistrello, Roberta Milano, Antonio Sofi, Giovanni Boccia Artieri e  tanti altri.

Ne parla qui Sergio Maistrello per pubblicizzare il libro,  Linguaggi digitali per il turismo a cura di Giuseppe Granieri e Gianpiero Perri, che raccogliendo tutti gli interventi ne costituisce una raccolta di atti importanti per continuare a riflettere sulla promozione del turismo in rete.

Mingus Dynasty Band
Mingus Dynasty Band

Ho trascorso 2 giorni a Teano per la XVII edizione dell’omonima rassegna jazz.

Delle quattro serate in programma ho scelto quella di venerdì 3 luglio con la Mingus Dynasty composta da:

Boris Kozlov (bass)
Donald Edwards (drums)
Orrin Evans (piano)
Craig Handy (alto sax – flute – soprano)
Wayne Escoffery (tenor sax)
Alex Sipiagin (trumpet)
Ku- umba Frank Lacy (trombone – vocals)

e quella di sabato 4 luglio con la David Sanborn Band composta da:

David Sanborn (sax)
Ricky Peterson (keyboard)
Mike Pope (bass)
Nicky Moroch (guitar)
Gene Lake (drum)
Martin Jaconsen (sax)
Nicolas Garde (trumpet)
Lionel Segui (trombone)

Che dire ? Beh (in ordine):

1) la Mingus Dynasty è stata godibilissima ed emozionante per l’energia e per la passione che la band ha profuso dal primo al’ultimo brano.

2) Grazie alle incertezze metereologiche questo concerto si è tenuto al coperto, nell’auditorium, con un buon risultato sia acustico che climatico.

3) Per David Sanborn, invece, l’organizzazione ha fatto di tutto per ritornare nella location consueta del festival dove è stato consumato il doppio, se non triplo, scompenso organizzativo-musicale:

a) Samborn è stato poco al di sotto delle capacità di un Fausto Papetti, sia per  la scaletta musicale che per l’assortimeno della band;

b) la famosa “lochescion” teanese altro non è che una terrazza con un’acustica “fetente” con contorno di discosi di tutti i politici locali e tanto di bancarelle di prodotti tipici da vera sagra paesana.

Insomma pessima musica in, ancor, peggior posto.

Conclusione: per fortuna la prima serata ha compensato il tutto, sia il brutto concerto di Sanborn che la visita ad una Teano assurdamente adagiata nell’incuria e nell’abbandono più assoluto.

Per riprenderci abbiamo visitato l’abbazia di Montecassino e il vicino cimitero polacco. Un consiglio: andateci perchè ne vale la pena.

Posted via Pixelpipe.

Potenza si è svegliata stamattina avvolta in una lunga striscia rossa che attraversa i vicoli, le scale e le strade del suo centro storico.

L’idea, così come raccontata dal TG3, è quella di creare un filo d’unione con i monumenti e le opere d’arte in modo da guidare il turista lungo i percorsi storico-artistici dell’antico centro potentino.

Io ho fatto un giro per la via Pretoria (vi metto qui l’immagine) e la sensazione che ne ho ricevuto è stata quella di una città che si prepara a qualche evento con la creazione di zone “off limits”.

Forse sarebbe stato meglio una linea molto più sottile e soprattutto un colore diverso.

Volete un calendario per il 2009 ?

Prendetete questo:

uva aglianico
aglianico

Anche quest’anno c’è l’appuntamento per “Aglianica 2008” il festival del vino (o wine festival) aglianico del vulture.

Se siete amanti del vino, ma di quello buono, recatevi a Melfi e non rinunciate a gustare uno dei migliori (io dico il migliore) vini d’Italia.

L’aglianico pare essere stato introdotto in Italia dai Greci nel VII secolo a.c. in quell’area che venne definita Magna Grecia, e i romani lo impiantarono stabilmente in Campania. 

L’antica bontà di questo vino viene citata anche da Orazio nei suoi canti. 

Una leggenda vuole che dopo la battaglia di Canne nel 216 a.c. Annibale attraversando in ripiegamento il territorio dell’attuale Basilicata, abbia sostato abbastanza per apprezzare il buon vino aglianico.

«Eccola finalmente la sua vendetta. 
Graziantonio Dell’Arco avrebbe colpito Yarno Cantini dei conti del Canto degli Angeli in quello 
che di più caro aveva al mondo. Il suo vino
»

di Gaetano Cappelli.

avatar Benvenuti su questo blog. Qui mi occupo di cose "avariate", troverete alcuni temi portanti anche se il concetto di base resta sempre la "ciambotta". Buona lettura e se vi va buona scrittura. :)