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Condividere saperi, senza fondare poteri
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Il diritto all’oblio secondo Google

Il 13 maggio di quest’anno la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza inappellabile nei confronti di Google che, in quanto responsabile del trattamento dei dati di tutti i suoi utenti, è obbligata a cancellare i dati personali e la loro indicizzazione  a chiunque lo richieda.
Google invece, richiamandosi al “Digital Millenium Copyright Act“, ritiene di dover essere liberata da tale onere (tranne per il  copyright) nel momento in cui riesce a dimostrare di aver fatto tutto il possibile.
Tralasciando il complesso tema sul delicato equilibrio tra diritto alla cronaca e privacy (e non considerando il fatto che non basta eliminare il link nelle pagina dei risultati del motore di ricerca se poi restano on-line i contenuti), c’è un problema che ha a che fare con il futuro di internet: se, come dice David Meyer, in futuro i motori di ricerca anziché essere centralizzati come Google fossero distribuiti? chi sarebbe il responsabile?
A tal proposito Google ha costituito un Comitato consultivo per il diritto all’oblio che ha avviato un tour europeo per rendere note le problematiche legate alla sentenza della Corte  e la tappa italiana sarà mercoledì 10 settembre presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma.
Qui, oltre ad ascoltare i relatori invitati, sarà possibile porre domande attraverso delle apposite cartoline che Google distribuirà al pubblico presente ma, se volete, potete farlo anche on-line.

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