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Veltroni omicida del Pd: il j’accuse di Bersani
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Scritto da Manuela Bruschini
Gio 23 Luglio 2009

E alla fine anche all’interno del partito ‘leggero’, uscendo bruscamente dalle liturgie nuoviste e post-ideologiche del veltronismo imperante, una voce diversa si è levata.
Attacca Bersani,lui che tanti accusano di rappresentare ‘il vecchio’, il passato ideologico, e lo fa con parole chiare, capaci dunque di assumere un significato. Era ora.
Veltroni, il demiurgo del PD, il grande sognatore che ne ha plasmato l’ineffabile novità, è stato anche e soprattutto il suo distruttore. Ha distrutto il PD, creandolo, perché ha interpretato come puro nuovismo emozionale, pubblicitario, la cosiddetta ‘vocazione maggioritaria’ che il nuovo partito intendeva avere. Perché ha preferito le sirene del leaderismo mediatico al confronto politico ampio, partecipato dalla base e dai militanti. Veltroni, dice Bersani, “ha disperso un patrimonio immenso”, ed è colpevole pure di aver posto fine all’Ulivo.
Le conseguenze del j’accuse di Bersani sono chiare: stando alle sue parole, Veltroni ha contribuito a creare non un partito, ma una struttura-fantasma, incapace di avere un’identità, dove la sovranità non è demandata agli iscritti, e neppure ai più burocratici organismi gestionali, ma al capo-sovrano che riproduce il fantasma e sostanzia la realtà del collettivo nella sua immagine personale. E tutto questo, si dice finalmente dall’interno del PD, è profondamente sbagliato.
Il modo in cui il PD è stato creato e conformato ha fatto sì, finora, che non esistesse il PD. Dunque il partito democratico ancora non esiste. I n tanti, nel mondo concreto , nella sinistra reale, se n’eravano accorti da un pezzo. Finalmente qualcuno comincia a capire, e parlare, anche da dall’interno della non-struttura. PD è il partito che non c’era. Che ci sarà un domani, forse, soltanto rinnegando completamente i presupposti sui quali è stato creato. Il PD sarà soltanto se smetterà di essere se stesso.
E’ un’ironia perfettamente coerente al dominio dell’immagine sulla parola, dell’emozione sulla storia, dell’etichetta-slogan sulla concretezza dei legami umani e politici che ha animato finora il virtuale partito democratico italiano.

http://manuelabruschini.blogspot.com/

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