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Primo maggio a Taranto

tar1Scrivono di duecentomila persone presenti alla terza edizione del concerto “alternativo” del primo maggio di Taranto.  Certo è che il Parco archeologico delle mura greche era veramente pieno zeppo con un viavai ininterrotto di giovani.

Una festa partita, come sempre, dal basso e che il comitato di “Cittadini e  lavoratori liberi e pensanti”  continua a incentrare sulle tematiche sociali più urgenti  non solo di Taranto ma tutto il sud.   Valentina Petrini ha, ovviamente, aperto la festa parlando dell’Expo ma anche del rischio chiusura della facoltà di Beni culturali di Taranto; di quelli che lottando contro l’abbattimento degli alberi contaminati da Xylella nel Salento. Poi di No Muos, di No Tav, di No TRiv e ovviamente dell’Ilva e dell’incresciosa connivenza dei sindacati maggiori.   “Noi non siamo in contrapposizione con la festa musicale del primo maggio di Roma; siamo in contrapposizione con le scelte politiche imposte da quei sindacati che la organizzano» ha detto, infatti, Michele Riondino.

Non ci sono contributi pubblici o di partiti politici (o peggio ancora di multinazionali) ma tutto è costruito con le donazioni dei cittadini e con di piccolissimi sponsor. Certo niente a che fare con gli sponsor di Rai, Enel e Trenitalia (per non parlare del contributo del comune di Roma e di altri enti pubblici) della kermesse  romana.

La musica è stata quella di Francesco Baccini, Officina Zoè, IoSonoUnCane, Andrea Rivera, Velvet, Ilaria Graziano & Francesco Forni, Diodato, Brunori, Subsonica, Roy Paci & Aretuska, Marlene Kuntz, Caparezza, Fido Guido, Mannarino, Davide Berardi, John De Leo, e tanti altri ancora, tutti accorsi gratuitamente, insieme ai musicisti emergenti scelti attraverso il contest “destinazione uno maggio“.

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